L’ Arcano dello Zero – Il Folle

Viandante e girovago,
trasognato e assente,
con l’abito del giullare
e il pennacchio del cavaliere,
per divertire coi suoi lazzi
ed intimidire con le sue improvvise
e lucide profezie.
Fiero nei suoi logori e sudici panni,
arricchiti da una preziosa fibbia d’oro
e un bordone nodoso,
intarsiato da incomprensibili simboli.

Vedendolo diverso
lo abbiamo evitato,
ma, al suo passaggio, siamo stati scossi
nelle fondamenta delle nostre certezze.

Mentre disegnava i suoi zero perfetti
e filosofeggiava dei punti della circonferenza,
spalancando voragini sul non-essere,
ci rammentava del nostro originario
senso di colpa
e sentivamo come rivelata
la ragione della nostra inquietudine.

In passato abbiamo anche elogiato
la forza innovativa della Follia
per entrare con la fiaccola del paradosso
nel meandro delle verità.

Ma poi ha prevalso il Sonno della Ragione
e sono riapparsi trionfanti
i mostri dell’Intolleranza
e gli orrori del Fanatismo e della Superstizione.

Deliberatamente o inconsapevolmente
il Folle va verso l’Abisso,
ma nessuno ha avuto il coraggio
di seguirlo nella sua coraggiosa rivolta
e scivolare nella voragine del Nulla
con la levità della sabbia
che marca il tempo
verso il fondo della clessidra.

Un incubo incomprensibile
per coloro che lo hanno visto
risalire sorridente
dalla solitudine bianca del Vuoto,
con in mano l’ineffabile Nulla,
condensato in uno Zero,
simile ad un buco cosmico
pieno della forza del Vento.
Esegesi del Numero Zero:
Il Folle
Dà l’impressione di non sapere ove è diretto. Procede alla cieca senza curarsi di dove mette i piedi. Avanza verso un precipizio, ma non guarda innanzi a sé, bensì volge lo sguardo all’indietro.
E’ vestito in maniera appariscente con un abito logoro molto colorito che lo fa assomigliare ad un pagliaccio di corte, o a quei giullari canterini che allietano le piazze e spezzano la monotonia delle giornate con lazzi divertenti, incantando i bambini con imitazioni e acrobazie.

Tarocchi Francesco: cartomanzia e oltre ….

Un cane, forse randagio, o forse il suo abituale compagno di viaggio, gli sta mordicchiando il polpaccio che un poco sanguina. Certamente vuole avvertire l’uomo del pericolo imminente che gli sta dinanzi e di cui non pare rendersi conto, perché dà la netta sensazione di essere completamente fuori dalla realtà. L’animale ha fiutato l’esistenza del baratro e presagito l’insidia nascosta.
Allucinato e perso chissà dietro a quale ricordo o a quale improvvisa visione, l’uomo non si cura del suo cane, né cerca di allontanarlo da sé col nodoso bastone, su cui ha appeso una bisaccia che deve contenere tutti i suoi averi, che non hanno certo l’aria di essere di molto valore. Né, per cercare di disturbare almeno un poco l’animale, usa il lungo e più fino bastone, che tiene nell’altra mano e che è del tutto inutile, visto che non costituisce un punto d’appoggio e che l’uomo non usa per sondare il terreno che sta calpestando.
Forse un tempo è stato ricco, o è appartenuto al ceto nobiliare, visto che indossa una paradossale cintura d’oro che contrasta e contraddice in tutto e per tutto quella sua aria di stravagante vagabondo e mendico, allontanato dal contesto sociale per il suo portamento insano, il suo parlare sconnesso, le sue argomentazioni illogiche.
Il nodoso bastone pare fatto apposta per scimmiottare la bacchetta perfettamente istoriata del Mago, solo che al posto dei numeri d’oro è marchiata da alcuni cerchi di varia grandezza che assomigliano al numero zero e che sono poggiati sui nodi del legno come i cerchi sulla ruota di un carro. Divertito li va indicando come se fossero pietre preziose incastonate nel più puro dei metalli.
0 > 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9
Visibilmente lo Zero nell’Albero della Cabala precede tutti i Numeri e in un certo senso contribuisce alla loro struttura, li rende unici, per quello che sono, in quanto tutti i Numeri scaturiscono dal non-essere primordiale.
Lo Zero è assimilabile ad una pagina vuota, ad uno spazio bianco, ad un possibile universo che noi stessi possiamo tracciare, inventare, come fa uno scrittore con la propria storia. E questo spazio vuoto paradossalmente ci fa incontrare le nostre origini e ci mette in contatto con tutte le altre possibili trasformazioni. L’incontro con lo Zero è dunque quasi una tappa obbligata della nostra vicenda esistenziale che deve fare i conti con il Folle, entrare nei suoi panni e non può limitarsi a ritrarsene scandalizzata.
L’Arcano del Folle avanza con risolutezza impavido ed indifferente verso l’Abisso, con la sua foggia stravagante di girovago menestrello distratto che non allontana da sé il cane che lo sta mordendo per metterlo sull’avviso del pericolo che incombe su di lui lungo il cammino.
Se immaginiamo per un attimo di lasciare andare avanti il Folle verso l’Abisso, lo vedremo risalire con la foggia sorridente e l’armamentario del Mago. La trasformazione ci illustra la genesi del Numero 1 e di tutte le cose scaturite dal non-essere di cui il Folle è una personificazione.
Dal punto di vista ‘logico-cabalistico’ lo Zero precede il Numero Uno. Con la sua forma arrotondata, quasi spaziale, lo Zero certamente allude all’Uovo Cosmico originario dal quale tutte le cose sono scaturite.
Lo Zero non può essere analizzato seguendo le medesime procedure usate per tutti gli altri Numeri, perché sfugge ad una descrizione ‘logica’, essendo per natura bizzarro ed imprevedibile.
La ‘centralità’ dello Zero nel “sistema cabalistico”’ è evidenziata dalla Luce del Nove, che svela alcune delle sue proprietà:
123456789 x 9 = 1111111101
12345678 x 9 = 111111102
1234567 x 9 = 11111103
123456 x 9 = 1111104
12345 x 9 = 111105
1234 x 9 = 11106
123 x 9 = 1107
12 x 9 = 108
1 x 9 = 09
Nella cabala lo Zero affianca tutti i Numeri precedendoli, trasmettendo loro un poco delle sue caratteristiche. Mescolandosi nella natura propria di ciascun Numero, senza essere visto, lo Zero è considerato con “sacro terrore”, con quel rispetto che si deve a chi è ‘differente’, perché può ‘cambiare’ se stesso, chi gli sta vicino e la natura di tutti i Numeri.
Da un punto di vista ‘cabalistico’ lo Zero non compare mai da solo, perché nessuna operazione cabalistica dà come risultato 0.
Lo Zero dunque precederà o seguirà sempre un altro Numero e, in questo caso, farà la sua comparsa il Folle, con tutte le caratteristiche che gli sono proprie.
1 > 0 = 10
2 > 0 = 20
Nel 10 e nel 20 (rispettivamente il Divenire e l’Apocalisse) notiamo che lo Zero svolge una funzione molto particolare:
- strutturando il 10 lo Zero influisce sulla Ruota in maniera irrazionale, imprimendole un moto imprevedibile, quel ‘quid’ che sfugge ad ogni decifrazione logica;
- strutturando il 20 determina una frattura nel sistema Mondo che nessuno è in grado logicamente di anticipare, spiegare o immaginare.
Lo Zero svolge una funzione duplice e contraddittoria:
- posto accanto all’Uno movimenta le cose, la Ruota, il Mondo;
- posto accanto al Due distrugge il sistema Mondo dal quale solo lo Zero è in grado di uscire a suo piacimento, quando vuole, perché non è vincolato da nulla.
Il Folle è una presenza scandalosa che contraddice tutte le regole, che mette in crisi ogni verità. Itinerante come l’Eremita, il Folle non ha meta, non fa progetti, non si lascia catalogare, spirito libero, anarchico puro, si è messo contro tutti e contro la società, che paventa il suo comportamento anormale.
Per natura il Folle non è soggetto a nessuna limitazione e per questo fa affermazioni che nessuno potrebbe sostenere e che mettono in crisi il “senso comune” che ne esce sempre profondamente provato.
“Questo é il segno che più mi rappresenta. Il cerchio é l’unico segno geometrico naturale che riflette la forma del sole e pertanto non é un prodotto della cultura. Tutti gli altri segni non hanno un corrispettivo nella realtà dei fenomeni che vediamo e sono il frutto artificioso dell’uomo, che é costretto a tracciare il segno con diversi movimenti; mentre il cerchio nasce spontaneamente, facendo ruotare la mano su se stessa con un unico moto continuo, senza bruschi mutamenti di direzione. Un poco come fa ogni pianeta che ruota attorno al suo astro luminoso, come fa la terra attorno al Sole, che é fisso, contrariamente al senso comune che lo vede muoversi, perché si lascia ingannare dalle apparenze. Il cerchio delimita uno spazio chiuso all’interno del quale sta il Nulla, l’origine misteriosa del Tutto che ci circonda. E’ lui l’ineffabile, l’insondabile, l’indecifrabile. E’ lui l’inizio e la fine a cui Tutto ritorna. Se ben si osserva ogni punto della circonferenza ha la medesima distanza dal centro ideale, il quale non si vede, perché deve essere immaginato.
La medesima cosa accade a tutto ciò che esiste. Emana dal medesimo centro-origine ed é strutturato nel medesimo modo. Siamo tanti punti uguali disegnati su una circonferenza. Abbiamo ricevuto la medesima impronta, il medesimo programma. Attorno a noi c’é uno spazio immenso, infinito, lo stesso che é racchiuso qui dentro, che solo apparentemente é delimitato, perché a percorrerlo veramente ci si perde.”
La parola del Folle, nonostante manchi di lucidità e di chiarezza, talora spalanca porte che nessuno ha mai violato e penetra entro abissi dove nessuno si è mai calato. La “parola sacra” del Folle più di ogni altra può svelare la natura dell’Infinito imperscrutabile, dinanzi al quale ogni riflessione filosofica si arresta per timore reverenziale. Per questo tutti temono e rispettano il Folle, il quale ha il Potere di trascinarci con sé nell’Abisso, dal quale solo lui è in grado di risalire.
Su tutti il Folle esercita una particolare attrazione in negativo, ma anche in positivo. Colui che accetta le regole del ‘gioco’, sa che può metterle in discussione da un momento all’altro e che può cadere anche lui nella ‘spirale progressiva della Follia’.
Dunque il Folle non è un Arcano estraneo, ci sta accanto senza essere visto, è il compagno di strada abituale del nostro cammino in questa vita.
Nessun Potere magico può sbarrare il passo del Folle. Nessun Numero e nessuna Voce possono eguagliare, sminuire o indebolire il Folle, il cui Regno invisibile spodesta ogni Sovrano e affranca la più schiava delle creature.
Con lo Zero inizia il primo ciclo dei Numeri su cui i Tarocchi sono costruiti. Esso va immaginato come un Punto Metacosmico da cui tutti gli altri Numeri prendono vita. Lo Zero è il non – essere in potenza, la scintilla della organizzazione del Mondo, la sede originaria degli Dei.
A rigore di logica ogni trattazione sui Tarocchi dovrebbe iniziare con lo Zero, che precede il Numero 1.
Lo abbiamo inserito prima del 10 per rammentare che è lo Zero a dare fondamento e sostanza al Numero 10, affiancandosi all’Uno.
L’Arcano del Folle vuole mettere in discussione le regole; intende ridicolizzare il comune senso della ragione; sostiene affermazioni paradossali ma veritiere; insinua in qualcuno il germe della follia; evidenzia una malattia nervosa, un gesto insano, il tentato suicidio; ci segnala una persona che vuole vivere in maniera originale e anarchica; mette in scena anticonformismo esasperato, stravaganza, originalità, temperamento artistico e ironico.
Concludiamo con un raffronto che mostra il rapporto e la continuità esistente tra la prima decina dei Tarocchi e la seconda decina:
non- essere / potenza folle 0
l’essere / il divenire ruota 10
la trasformazione finale/ l’apocalisse 20

demiurgo / atto Mago 1
energia / forza / azione donzella 11

dualismi naturali / dualismi artificiali vestale 2
sacrificio / inazione appeso 12

dal sottile al denso / generazione dea 3
esaurimento dell’energia vitale/ morte 13

elementi fondamentali / le forze della natura imperatore 4
le trasformazioni/ l’alchimista 14

legame che unisce le forze / quintessenza Gerofante 5
il male originario/ il diavolo 15

stasi / contrasti innamorato 6
globo e paesaggio terrestre/ la torre 16

movimento / sintesi carro 7
altri mondi/ le stelle 17

equilibrio cosmico/macrocosmo = microcosmo giustizia 8
interazioni luna – terra/ luna 18

la luce della conoscenza naturale / la notte l’eremita 9
la centralità del sole/ il sole 19

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